Oggi è stata attivata la seconda eliambulanza diurna del FVG, ma senza il circo mediatico a cui siamo abituati.

Come mai?

La risposta è semplice, alle 8 di questa mattina c’era l’elicottero, c’erano il pilota e il tecnico di volo, pronti a partire, ma non c’era l’équipe sanitaria, né medico, né infermiere. L’avvio era fissato per oggi 1° ottobre, ma pare che nessuno abbia predisposto i turni dell’équipe sanitaria. Un disguido? Una dimenticanza? Chissà, sembra che lunedì prossimo si cercherà di riparare.

Intanto oggi, a metà mattina, è stato lanciato un appello per trovare un medico e un infermiere disponibili a formare l’équipe sanitaria per un trasporto secondario dall’ospedale di Udine a quello di Tolmezzo, non urgente in quanto si trattava di liberare un letto della Terapia Intensiva di Udine; quindi per fortuna nessuna emergenza.

E qui sorgono altri interrogativi: serve il mezzo aereo per trasportare pazienti non urgenti tra un ospedale e l’altro, e tra loro distanti poche decine di km? quali sono i compiti per cui è stata attivata questa seconda eliambulanza?

Il documento di ASUFC – l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale – che attiva con il 1° ottobre questo servizio stabilisce che il secondo elicottero verrà “prevalentemente utilizzato per Trasporti secondari differibili; Trasporto Organi; Ricerca Dispersi; Recupero Illesi in ambiente ostile; Recupero Codici Bianchi in ambiente ostile; Recupero Salma; Addestramenti; Riconfigurazione elicottero; Eventi con maxiafflusso.”

Quindi servizi per lo più non urgenti come il trasporto infermi differibile, ma anche servizi assolutamente impropri per un’eliambulanza, come il recupero di persone sane in ambienti ostili e il recupero salme, servizi questi ultimi finora svolti dal Reparto volo dei Vigili del fuoco.

E qui si pone un ulteriore interrogativo: perché il SSR – Sistema sanitario regionale – SSR si carica di compiti impropri accollandosi una spesa di circa 2 milioni di euro all’anno?

Eppure il SSR non sembra così ricco, visto che proprio in questi giorni apprendiamo dalla stampa che la stessa ASUFC, che può così disinvoltamente disporre di milioni di euro per compiti impropri, non paga le ore straordinarie che gli infermieri hanno già fatto per coprire i vuoti di organici e il superlavoro determinato dal Covid.

L’Azienda sanitaria adduce mancanza di soldi e fa la proposta di diminuire le tariffe orarie spettanti agli infermieri per il lavoro già svolto. E sapete quanti soldi servirebbero? 2 milioni di euro, pari al costo annuale del secondo elicottero. Dinnanzi a tanta prodigalità per un servizio più che superfluo si contrappone l’estrema avarizia verso i professionisti della salute, e poi ci si meraviglia se i nostri infermieri così umiliati se ne vanno verso altri lidi più ospitali?

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