Questa la testimonianza di una signora – B.M. le iniziali – che recentemente ha passato una notte in Pronto soccorso a Cattinara.

“Domenica 20 ottobre un po’ prima delle 21 sono finita in PS dell’ospedale di Cattinara, accompagnata da un’ambulanza, in seguito ad uno svenimento avuto all’ interno di un locale pubblico. Ho trascorso lì dentro esattamente 8 ore. Ore durante le quali ho sofferto molto di più per quello che ho visto e sentito che per il mio stato di salute. Fortunatamente non ho avuto alcuna necessità materiale durante la mia permanenza, fortunatamente perché il livello di educazione, gentilezza ed empatia era davvero carente. Carente, soprattutto pensando al fatto che, di certo, nessuno ha obbligato quelle persone ad intraprendere la professione infermieristica. In tanti, a chi ho raccontato, mi hanno risposto “col casino che hanno…”. Assolutamente vero!! Sono più le barelle che si riempiono di quelle che vengono portate via per le visite. Non riesco però, anche sforzandomi, di accettarla come giustificazione. Non c’è nessuna giustificazione ad essere ignorati come se la barella fosse vuota, nessuno ti ascolta, nessuno ti aiuta (a meno che il paziente non peggiori…..e ci mancherebbe altro!!), nessuno ti risponde con gentilezza (a meno che l’ infermiera non abbia 5 minuti in cui si è ricordata all’ improvviso che il suo lavoro prevede l’ interazione con vite umane…..5 minuti però, non di più), nessuno viene a chiederti come stai (allucinante, io sono stata 6 ore…..SEI ORE!!! all’ interno del triage senza che nessuno mi venisse a chiedere come sto…. paurosamente allucinante). Le vite umane sono proprio il nocciolo della questione. Parlo di me, ma come me anche gli altri all’ interno del triage con le loro situazioni e i loro problemi. Io sono stata portata in pronto soccorso perché ho avuto un malore, sicuramente avrei voluto essere da tutt’ altra parte e mai avrei voluto che i miei figli mi avessero vista crollare a terra priva di sensi. Questo per dire che, al di là delle necessità materiali, ci sono necessità emotive…….per dire che non mi sarebbero pesate così tanto le 8 ore di permanenza se avessi ricevuto una parola gentile o anche solo uno sguardo di conforto……nulla di tutto questo, al contrario solo atteggiamenti ostili che sicuramente intimidiscono i pazienti a chiedere anche un bicchiere d’acqua (visto anche questo, qualche ora per averne uno). Non c’è alcuna giustificazione a trovarsi lì per necessità e ad avere la sensazione di disturbare. La conferma alla mia convinzione che non ci sia alcuna giustificazione l’ho avuta nel momento in cui, alle 2:30 di notte sono stata accompagnata dal medico. Una giovane e dolcissima dottoressa (da quello che ho capito erano in 3 i medici disponibili per le visite) che, nonostante l’elevata quantità di pazienti che sicuramente ha dovuto visitare, è stata gentilissima, scrupolosa e sorridente. Quindi SI PUÒ!!!!! Questa si chiama semplicemente dedizione!! Qualità importante e fondamentale per rapportarsi con le persone, persone che si trovano in un momento di difficoltà…… grande o piccolo che sia. E chi accoglie queste persone ha il DOVERE di trattarle con rispetto. Anche quando si va in un ristorante, un negozio, un supermercato…….ti armi di pazienza se il personale è educato e gentile, in caso contrario cambio posto o comunque non ci torno più. Qui purtroppo non hai scelta, è l’unico pronto soccorso della nostra città, ci devi andare e, con molta rabbia, devi sopportare. Chiedo scusa per essermi dilungata così tanto pur avendo tralasciato la descrizione dei diversi episodi verificatisi. Penso sia giusto segnalare e penso sia giusto intervenire. Vi esorto ad aprire gli occhi sull’aspetto umano delle situazioni, diverse per ogni paziente ma sempre importanti, per le quali anche una sola parola può dare sollievo o, al contrario, può gettarti nello sconforto.”

Parole che dovrebbero far riflettere. I cittadini che si rivolgono ad un servizio pubblico hanno diritto a trattamenti appropriati, tanto più se si trovano in stato di bisogno e di comprensibile paura.

Crediamo peraltro che i modi scortesi e superficiali descritti in questa lettera siano un’eccezione, visto che la stragrande maggioranza dei medici e infermieri che lavorano nei nostri ospedali, pronto soccorso compresi, si distinguono per modi di fare gentili ed empatici, tanto che le segnalazioni di grande apprezzamento sono molte di più dei reclami.

Ciò non toglie che quando ciò accade meriti particolare attenzione.

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