La notizia della nuova sede per il 118 di Trieste ha avuto ampio risalto, anche se ciò non influirà sul funzionamento dei soccorsi, visto che viene riqualificato l’assetto logistico del servizio, ma non quello operativo. Infatti, il nuovo edificio è destinato ad ospitare uffici, garage, spogliatoi, depositi, quindi solo servizi amministrativi e logistici. Ma non conterrà la Centrale operativa, ovvero il cervello del sistema, che rimane a Palmanova, unica per tutta la regione, nonostante questo modello non abbia dato grandi prove di efficacia.

Il sistema 118 è una struttura ad elevata complessità organizzativa e gestionale, il cui governo si identifica con la Centrale operativa, che è il centro direzionale che assicura in tempo reale il “medical control” di sistema, la gestione del personale, la soluzione dei conflitti e dei problemi, il risk management, la formazione del personale, il rapporto puntuale e continuo con le altre istituzioni territorialmente convergenti a livello provinciale (Prefettura, Questura, Carabinieri, Vigili del Fuoco etc). In quest’ottica la dimensione provinciale delle Centrali operative 118 appare necessaria, logica, strategica, in quanto tarata sulla reale complessità di governo capillare dei soccorsi a livello di un’area metropolitana come Trieste, che non può neppure lontanamente confrontarsi con le esigenze organizzative di aree rurali e montane.

Poi c’è anche il problema del NUE 112, il cui modello organizzativo basato sul doppio passaggio di chiamata allunga inevitabilmente i tempi di soccorso, e si sa che nelle emergenze anche i minuti e i secondi contano. Risulterebbe pertanto fondamentale dare la possibilità ai cittadini di chiamare direttamente il 118 o il 115 o il 113, messi in parallelo con il 112, come avviene nel resto d’Europa.

È vero che il modello del NUE 112 è definito da disposizioni nazionali, ma la Regione non può nascondersi: verificare i risultati è comunque di sua pertinenza e, se questi risultano peggiorativi o problematici, non può esimersi dall’avviare un’interlocuzione con i Ministeri competenti.

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