Non è solo Trieste a protestare per i soccorsi lenti. A Udine i tempi di intervento troppo lunghi per due casi di arresto cardiaco hanno fatto scattare altrettante interrogazioni in Consiglio regionale.

È successo in pieno centro a Udine, in piazza della Libertà, dove un uomo si è accasciato al suolo esanime. Immediata la chiamata al 112, ma ci sono voluti ben sei minuti prima che la SORES, la Centrale dell’emergenza sanitaria di Palmanova, attivasse l’automedica, che poi è arrivata in tre minuti. I sanitari hanno subito iniziato le manovre di rianimazione, ma il paziente è poi spirato in ospedale. Aveva 52 anni.

Ci sono voluti ben sei minuti per far partire l’automedica, mentre una volta le Centrali 118 provinciali avrebbero processato una telefonata del genere in meno di un minuto, e i soccorsi sarebbero arrivati in metà tempo. È vero che sono pochi minuti, ma nell’emergenza anche un solo minuto conta, nell’arresto cardiaco le probabilità di sopravvivenza decrescono del 10% per ogni minuto che passa.

Eguale dinamica per l’altro caso segnalato: un uomo che si è accasciato al suolo sulla porta di un bar in via Pracchiuso, nel centro di Udine, a 3 km dall’ospedale. Anche qui ci sono voluti 7 minuti per attivare l’ambulanza che ci ha messo altrettanto per arrivare, e dopo altri 10 minuti è arrivata l’automedica. Rianimazione sul posto, corsa in ospedale, decesso.

Non si può ovviamente sapere se un soccorso più rapido avrebbe potuto cambiare l’esito per uno o per entrambi, è però certo che se avessero avuto qualche chance di sopravvivenza il ritardo di soccorso l’ha tolta del tutto.

Il consigliere regionale di Udine Furio Honsell ha inoltrato due interrogazioni all’assessore alla Salute Riccardi affinché si corregga quanto prima una situazione evidentemente fuori controllo che continua a mettere a rischio la vita e la sicurezza dei cittadini.

E ciò vale anche per Trieste e per tutta la regione, poiché i problemi sono sempre gli stessi: NUE112 e SORES di Palmanova.

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