Ecco il racconto di un nostro concittadino – S.N. le iniziali – coinvolto in un incidente in Alto Adige:
Mia moglie nel pomeriggio del 29 agosto si trovava in visita in un castello sito a Ponte Gardena. Purtroppo, durante la visita salendo i gradoni impervi del maniero perde l’equilibrio e cade pesantemente all’indietro battendo il capo e procurandosi inoltre la rottura di una vertebra. Panico, disperazione, sono circa le 15.30, avvisano immediatamente l’ospedale di Bressanone, arriva l’ambulanza intorno alle 15.45 o 50. Distanza da Bressanone circa 20 km e nel contempo arriva anche una squadra dei Vigili del fuoco. Fatte tutte le procedure in una decina di minuti mia moglie viene messa in barella, con difficolta visti gli spazi stretti, e in piena sicurezza viene trasportata al Pronto Soccorso di Bressanone.
Nell’immediato mia moglie viene sottoposta a raggi e Tac, ad ogni intervento i sanitari venivano da noi per informarci dove e cosa facevano e alle 17.30 decidono di ricoverarla nel reparto Traumatologico, dove resta sino al 4 settembre.
Ma fin qui niente di speciale. Adesso parliamo dell’assistenza. Camera singola con Tv, toilette comprensiva di bagno doccia, infermieri almeno due e sempre gentili per qualsiasi problema, l’attesa era forse di 1 o 2 minuti. Ogni giorno veniva sottoposta ad analisi del sangue con bollettini giornalieri esposti nella stanza. Il menu? Strameraviglioso, si cucina tirolese ma con ingredienti sani e digeribili, minestrine? una sola volta. Per concludere, il giorno della dimissione hanno provveduto a farla accompagnare con sedia a rotelle sino all’ uscita e addirittura portarla all’ altro lato del marciapiede e aiutarla a sedersi in un bar all’aperto per prendere un caffè. E sempre il tutto condito da gentilezza, a cominciare dai primi soccorritori.

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