È successo a Trieste, questo il racconto della figlia:
Mia madre, una signora di 86 anni, invalida al 100%, si è fratturata la paletta omerale del gomito destro a seguito di una caduta in casa. A causa di questo incidente è stato applicato un gesso e quindi è rimasta ricoverata in RSA per 14 giorni in attesa dell’operazione, che è stata eseguita successivamente in ortopedica a Cattinara e dopo 7 giorni è stata trasferita nuovamente in RSA. Inizialmente, la fisioterapia non poteva essere fatta, o quasi, in quanto il braccio operato aveva ancora i punti ed era sostenuto da un tutore di stoffa e poteva utilizzare solo la mano sinistra. Poteva muoversi solo in sedia a rotelle, per rischio caduta, perché non le era permesso di usare né deambulatore né stampella. Per farle fare un po’ di movimento alle gambe veniva portata in palestra per eseguire una ginnastica collettiva. Da notare che per raggiungere la palestra è necessario utilizzare un montacarichi. Più volte è capitato che lo stesso non funzionasse e questo comportava l’impossibilità di svolgere l’attività riabilitativa. Dopo 15 giorni a mia madre vengono tolti tutti i punti ed inizia la fisioterapia. Questa consisteva in circa dieci minuti distesa sul suo letto a muovere il braccio. Trascorsi 20 giorni dal ricovero in RSA, vengo contattata dal Distretto il quale mi comunica che mia madre sarebbe stata dimessa nei primi giorni del mese successivo. Al che faccio presente che la fisioterapia che è stata fatta non ha portato alcun miglioramento tanto da non permettere a mia madre di tenere in mano una forchetta. Infatti, la terapia di recupero al gomito calcolata è stata di tre ore totali. Alla luce di ciò, chiedevo di attendere il controllo ortopedico che era stato già fissato due giorni dopo. Fortunatamente, hanno accolto la mia richiesta e dalla visita ortopedica è emerso che mia madre ha avuto un distacco di un filo k inserito durante l’operazione e pertanto dovevano intervenire nuovamente per rimuoverlo. La prescrizione post-operatoria era quella di non piegare il braccio per evitare proprio la fuoriuscita dal gomito del filo perché si sarebbe potuto infettare. Il risultato di tutto questo è stato che per altri 12 giorni lei è rimasta in RSA, in attesa di questo intervento senza fare alcuna terapia; e dopo l’intervento ulteriori 6 giorni sempre senza fisioterapia perché aveva i punti. Avevo anche proposto al capo sala se si poteva dimettere mia madre prima, ma era già stato fissato il giorno e quindi a questo punto o dava lei le dimissioni oppure doveva rimanere lì a non fare nulla. Ci sono ancora un paio di cose che vorrei far presente: Ai degenti viene somministrata una bottiglietta di mezzo litro di acqua al dì (e non sempre). Io dovevo portare almeno altro mezzo litro di acqua al giorno perché non bastava, alla mia richiesta di averne di più le OSS mi hanno risposto che se avessi avuto bisogno avrei potuto acquistarne altra al distributore. Inoltre, nel periodo in cui mia mamma era ricoverata per 3-4 giorni non ha funzionato il riscaldamento e non c’era nemmeno l’acqua calda. Anche la situazione riguardante la pulizia alla persona è stata disastrosa. In 45 giorni non è stata mai fatta una doccia a mia madre, mai lavato i capelli. Ho provveduto io, mettendo mia mamma in vasca da bagno dopo 30 giorni visto che nessuno l’ha fatto. Spero che queste segnalazioni servano a migliorare il servizio offerto soprattutto per le povere persone che hanno bisogno e che si trovano da sole senza aiuti e non possono reclamare.
In merito a questi fatti la figlia aveva trasmesso una segnalazione ad ASUGI e all’assessorato alla Salute, ma la risposta non è stata soddisfacente.

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