Vi ricordate il nostro concittadino – S.N. le iniziali – che pochi giorni fa aveva raccontato l’eccellente assistenza goduta dalla moglie nell’ospedale di Bressanone?

Rientrato a Trieste ha dovuto accompagnare la moglie a Cattinara:

“Dottore buona sera non le racconto altro specialmente l’odissea di oggi tutto come Lei prevede: terzo mondo. Purtroppo, mia moglie ancora troppo sofferente al mattino mi supplica di portarla oggi al Pronto soccorso, preciso che di sicuro mia moglie sta soffrendo molto nella zona incriminata ma anche non è un campione di stoicismo. Perciò in tutti i modi cerco di dissuaderla, ma niente da fare, nonostante la razione di Novalgina mi dice di soffrire come una bestia. Bene con passo da condannato a morte la porto con la vettura al nostro PS. Al momento in cui scendo dalla vettura e chiedo una sedia a rotelle onde evitare la camminata di mia moglie, risposta: NON GAVEMO SEDIE A ROTELLE A DISPOSIZION!!! Bene allora vado all’accettazione e lui: si prima passi al triage, rispondo che a me serve un ortopedico e lui: ha prenotato? Mi pare di impazzire, sento dirmi che devo prenotare come al ristorante anche al Pronto soccorso. Bene espletiamo la pratica di entrata e sono le 9.45. Dimissione alle 19.35. Di tutta questa storia devo lodare invece la Sala Gessi, persone squisite competenti e premurose. Nel frattempo che mia moglie stava distesa nella sala azzurra mi telefonava che il busto la stava quasi soffocando perché da distesa il busto era inutile. Naturalmente corro nel salone in cui stava ospite la moglie, mi vogliono cacciare anche in male modo, spiego che a mia moglie stava impedendo il respiro e che qualcuno doveva togliere il busto. Insomma, forse la mia incazzatura, senza urla ma con decisione è servita a farla stare finalmente bene. In finire mi sembra che stiamo lottando contro i mulini a vento. C’è da intristirsi di come le cose vanno avanti, assenza totale di un capo che possa anche intervenire, personale nervoso a parte eccezioni, e magari ancora qualche ripicca. Ah, naturalmente niente cibo per tutto il periodo.”

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