Adesso anche il privato accreditato è in sofferenza e di conseguenza potrebbero ridursi le prestazioni di diagnosi e cura con pesanti ripercussioni sulle liste di attesa che si allungherebbero ulteriormente.

Lo scorso gennaio erano iniziati i problemi per le strutture private accreditate, che in seguito all’adozione del nuovo tariffario nazionale si erano trovate a dover eseguire sottocosto parte delle attività in convenzione, per cui avevano chiesto alla Regione un’integrazione delle tariffe, come del resto fatto subito in Lombardia, Veneto e Trentino, per evitare contraccolpi sulle liste di attesa.

L’ assessore Riccardi, pur scaricando la responsabilità sul Governo nazionale, aveva annunciato un tavolo di confronto per risolvere il problema, ma a tuttora non si è concluso nulla e sussiste quindi il pericolo sia di un calo delle prestazioni, sia della riduzione del personale di queste strutture, e si tratta di parecchie centinaia di posti di lavoro.

Ma il privato accreditato sta ancora attendendo il rinnovo del contratto triennale con la Regione che è scaduto nel 2023 e da allora c’è un regime di proroga.

Eppure, l’assessore alla Salute Riccardi sembra un paladino del privato accreditato, che considera – come dichiarato ripetutamente – un alleato prezioso del sistema sanitario pubblico, tanto da aver portato la quota destinata al privato accreditato al 6% degli stanziamenti per la salute.

Ma allora perché non risolve il problema? I soldi ci sono, la volontà anche, che cosa manca?

Esattamente non si sa, ma forse ci può aiutare a capire la Corte dei Conti, che ha bacchettato la Regione sulle capacità di programmazione e gestione in materia di sanità. Ecco forse potrebbero esserci proprio delle carenze programmatorie e gestionali dietro questi comportamenti altrimenti inspiegabili dell’assessore.

Ora è trascorso quasi metà anno e sulla definizione del tariffario non si hanno tuttora soluzioni. Senza un rapido accordo c’è il rischio di una riduzione di attività, con conseguenze sui pazienti che sono già stremati dai tempi biblici delle attese che diventeranno ancor più biblici, e per qualcuno forse infiniti.

Dopo la pseudo-crisi di governo regionale, sembra – almeno da quanto letto sulla stampa – che i Fratelli d’Italia abbiano imposto una sorta di commissariamento dell’assessorato alla Salute, ecco che allora anche di questo dovrebbero occuparsi al più presto.

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