L’incendio del bosco sotto la Rocca di Monfalcone è stato spento con un notevole sforzo di tutte le componenti intervenute, vigili del fuoco, guardia forestale, volontari della protezione civile. C’era vento, è stato fatto un gran lavoro, ma si è sentita la mancanza degli aerei antincendio e si è corso un grosso rischio.

Così sono stati rilanciati gli appelli, come riportato dalla stampa locale, per avere in regione almeno un Canadair, che è in grado di scaricare oltre 6.000 litri di acqua ad ogni passaggio, mentre gli elicotteri della Protezione civile ne possono scaricare 800 alla volta.

Ma è stata anche sottolineata l’esigenza di fare più prevenzione, e questo è un punto dolente della lotta agli incendi boschivi, insieme alla scarsità di risorse e alla carenza di coordinamento.

Tutti ricordano il 2022, l’anno dei roghi catastrofici sul Carso, allora si puntò il dito sulla mancanza di un Piano AIB – Antincendio boschivo – aggiornato, come fatto nella maggior parte delle regioni italiane.

Nell’agosto del 2024 la Regione FVG annunciò finalmente il prossimo varo del nuovo Piano AIB, previsto dalla normativa statale (L.353/2000) e dalla stessa norma regionale (L.R. 17/2019), ma da allora non si è saputo più nulla. C’è o non c’è questo Piano?

Facendo una ricerca sul sito ufficiale della Regione appare unicamente: “Piano regionale di difesa del patrimonio forestale dagli incendi per il periodo 1997-1999”, approvato con DPG n. 0136 del 17/04/1998. Ci si chiede se è mai possibile che la previsione, prevenzione e lotta agli incendi boschivi siano regolate da un Piano risalente al secolo scorso.

Eppure, la pianificazione è essenziale per la previsione e prevenzione degli incendi boschivi (vigilanza, manutenzione delle aree boschive, strade tagliafuoco, ecc.), e se il fuoco divampa per assicurare la tempestività, l’efficacia e la sicurezza delle operazioni di spegnimento.

È fondamentale avere una Centrale operativa che in tempo reale conosca il quadro esatto delle forze disponibili all’intervento, i tempi di reazione e quelli di arrivo. Poi c’è il problema per chi opera sul fuoco di avere un coordinamento unico e seguire procedure operative comuni. Così aumenta l’efficacia dell’azione di spegnimento e ne riduce i rischi.

La lotta contro gli incendi sostenuta dai vigili del fuoco, dalle guardie forestali, dai volontari comunali antincendio è eroica, anzi doppiamente eroica, se è vero che questi uomini e donne oltre ad affrontare roghi immensi in un clima torrido e in ambienti difficili, devono operare senza avere alle spalle una pianificazione dell’emergenza aggiornata e condivisa.

Perché è sempre apprezzabile lodare e ringraziare i professionisti e i volontari che spengono gli incendi – come ha fatto il Presidente Fedriga dopo il rogo di Monfalcone – ma sarebbe ancor più apprezzabile metterli nelle condizioni di operare con la massima efficacia e sicurezza. E lo apprezzerebbero anche i boschi, e gli animali che ci vivono.

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