Stop ai lavori di ristrutturazione a Cattinara, la ditta che ha l’appalto dei lavori, la Rizzani de Eccher, è di nuovo in crisi finanziaria. Questa la notizia data dal TGR. Del resto da tempo si vedevano sempre meno operai lavorare a Cattinara.

L’ospedale di Trieste è ormai un cantiere da otto anni, e tale resterà per ancora chissà quanto tempo, con enormi disagi per i malati, i loro familiari e il personale che ci lavora.

Il cantiere fu aperto nel 2017, ma dopo soli due anni ci fu il primo grosso intoppo, quando fu sciolto il contratto con la società veneta che aveva vinto l’appalto, la CLEA, e così la ristrutturazione poté passare alla ditta friulana risultata seconda nella gara d’appalto, la Rizzani de Eccher. E ciò nonostante i dubbi dell’ingegnere dell’Azienda sanitaria triestina responsabile dei lavori, che fu poi rimosso da quell’incarico. Ma forse aveva ragione.

Allora l’assessore alla Salute Riccardi dichiarò di essere “fiducioso che il cantiere di Cattinara possa rispettare l’obiettivo di essere concluso nel 2025”. Era il 20 dicembre 2019.

Il progetto di ristrutturazione di Cattinara risaliva a venti anni prima e nel frattempo erano cambiati tutti i canoni dell’architettura ospedaliera, che ora tende a ospedali immersi nel verde e con stanze singole, improntati al rispetto della privacy, del benessere, della dignità delle persone e alla prevenzione delle infezioni ospedaliere.

Allora – eravamo nel 2021- si levò un appello a rivedere il progetto per dare ai triestini un ospedale moderno, a misura d’uomo, con condizioni di degenza tali da favorire l’umanizzazione delle cure, di cui si parla tanto, ma si fa poco o niente.

Il direttore dell’Azienda sanitaria Triestina Poggiana liquidò la questione in modo spiccio scrivendo sulla stampa: “possiamo aspettare ancora con una revisione che con una ragionevole previsione vorrebbe dire anni? Potrebbe la sanità regionale e triestina aspettare ancora anni?”

Per dare ai triestini un ospedale decoroso non si poteva aspettare, ma invece per la Rizzani de Eccher si è potuto aspettare, eccome! Infatti, anche con la ditta friulana i lavori andavano assai a rilento, ma non abbiamo visto tutta quella solerzia che la politica aveva mostrato quando la precedente impresa, la Clea, si era trovata in difficoltà, a questa non erano stati concessi nemmeno tre mesi, mentre neppure una parola da assessore e vertici aziendali in questi quattro anni che vedevano i tempi di realizzazione delle opere allungarsi sempre più.

Con un’unica eccezione, la “sistemazione” della pineta di Cattinara si è infatti distinta per tempismo ed efficienza: autunno 2024, in pochi giorni viene rasa al suolo l’intera pineta, 400 alberi, e per tagliarli tutti non sono mancati né tempo né soldi. E dove prima c’era un bosco pieno di vita vediamo ora una brulla distesa di terra.

Adesso con che faccia l’assessore Riccardi e il direttore Poggiana si presenteranno ai cittadini? L’ospedale di Trieste è ridotto già da tanti anni a cantiere e sembra ora destinato a rimanere tale per tempi biblici. In un paese civile ci sarebbero già state le dimissioni dei responsabili, ma sappiamo che non sarà così.

Servirebbe un sussulto di dignità della politica, che almeno si sfrutti questo tempo per rivedere un progetto ormai vecchissimo e dare ai triestini un ospedale moderno, degno di questo nome.

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