Questo il racconto della figlia:
“Ore 19.19 prima chiamata al 112 con descrizione al personale sanitario del dolore e della situazione (mia madre 89enne urla dai dolori). Il personale comunica che dovremo attendere parecchio perché le ambulanze e il relativo personale sono occupati su interventi urgenti. Ore 19.53 seconda chiamata, avendo fatto un po’ di CRI comunico che potrebbe trattarsi di una colica renale vista la posizione del dolore e la sua intensità; la “arrogante” signora che risponde al telefono ribadisce quanto già detto. Ore 20.47 terza telefonata con minaccia di far intervenire le forze dell’ordine, stesso atteggiamento di non curanza e leggerezza nell’affrontare la chiamata. Ore 21.50 circa arrivo dell’ambulanza con personale sanitario competente e comprensivo. Ore 22.45 circa in attesa in PS cortesemente ci comunicano che avremmo dovuto lasciare mamma e che ci avrebbero pensato loro. Mamma rimane tutta la notte senza neanche un bicchiere d’acqua e senza cibo. Il giorno seguente inizio a chiamare il PS alle 7 del mattino riuscendo a parlare con qualcuno, per avere notizie, circa un paio d’ore dopo. Alla fine, viene trasferita in geriatria dell’ospedale maggiore. Aspetto ancora che il Ps me lo comunichi. Per fortuna mia mamma è in gamba. Questa è la cronistoria dell’accaduto.”
Attendere oltre due ore l’autoambulanza con colica renale in atto è semplicemente inaccettabile, tanto più che il target si trova nell’area urbana di Trieste, rione di Roiano, a 2 chilometri dal centro città e a 500 metri da una postazione 118.
Tutti gli orari sono stati verificati mediante accesso agli atti della Centrale di Palmanova e corrispondono, solo l’arrivo dell’ambulanza sul target risulta alle 21.31 e non alle 21.50, comunque sono sempre oltre due ore dopo la prima chiamata. Sull’episodio è stata presentata lo scorso 15 settembre un’interrogazione all’assessore alla Salute Riccardi.
Uniche note positive sono le parole della figlia sul personale del 118 intervenuto, descritto come “competente e comprensivo”, ed anche riguardo al Pronto Soccorso viene ricordata la cortesia del personale. Tutto ciò a conferma che gli operatori sanitari nella stragrande maggioranza lavorano bene, ma risentono anch’essi, come i cittadini, delle carenze organizzative e logistiche di ospedale e Centrale di emergenza di Palmanova.

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