Dopo il taglio dei pini del lato nord della baia così ha risposto l’assessore Amirante a un’interrogazione di Adesso Trieste: “altrettanto verrà effettuato per la parte del parcheggio a sud, dove gli interventi sono previsti per il prossimo autunno e dove la compensazione sarà ulteriormente incrementata”.

Quindi dopo metà ottobre sarà distrutto il verde rimasto in quella che era la più bella baia di Trieste.

Eppure, la stessa assessora nel 2021 presentando il progetto di riqualificazione di Grignano aveva garantito “il mantenimento delle alberature” e aveva parlato di “una viabilità adeguata e una situazione che soddisfi le necessità delle marine presenti, ma anche una piazza dove si possa passeggiare, frequentare i locali vicini alle banchine e organizzare eventi all’aperto di interesse per la collettività”.

Il sindaco di Trieste e tanti concittadini avevano condiviso il progetto, nessuno allora poteva sospettare che da lì a pochi anni invece della riqualificazione, ci sarebbe stato l’annientamento della baia.

E sono risibili, anzi offensive, le cosiddette compensazioni descritte dalla assessora, per cui le 12 piante abbattute sono state sostituite con “21 piante in grado di resistere meglio al cambiamento climatico, problemi di salinità che potrebbero verificarsi nel prossimo futuro a causa dell’innalzamento delle maree.”

Dodici pini alti e maestosi che avevano oltre 70 anni sostituiti da alberelli alti 2-3 metri sarebbero una compensazione per l’esponente della Giunta Fedriga?

Ma si guardino le fotografie di cos’è il lato nord di Grignano oggi rispetto a prima: il lungomare con una fila di pini maestosi e aiuole di erba tra gli alberi e la banchina ridotto in un’arida distesa di pietra ad uso parcheggio.

E l’assessora pensa che verrà gente a passeggiare fra i veicoli posteggiati, a promuove eventi all’aperto? No, non credo, è troppo intelligente per poterlo pensare. Viene il sospetto che l’abbattimento di tutti i pini superstiti, quelli del lungomare prospiciente ai pontili delle barche, servirà per far spazio alle decine di autobus per portare i turisti ai piedi dell’ascensore progettato per salire al castello evitando di ingorgare il bivio di Miramare.

Alla fine, la baia di Grignano sarà forse stazione autocorriere nel lato sud e mega parking a rotazione in quello nord?

Non si può restare supini di fronte alla distruzione di un patrimonio di bellezza di cui hanno goduto generazioni di triestini, bisogna reagire per salvare i pini rimasti in vita, c’è una petizione on line promossa da diverse associazioni di tutela dell’ambiente, questo è il link per sottoscrivere la petizione: https://forms.gle/JpP4M75X2yTEAMyw6 , che spero che siano in tanti a firmare.

Ma non basta, serve anche una netta presa di posizione dei rappresentanti dei cittadini a tutti i livelli, comune, regione, parlamento. Qui non si tratta di schieramenti politici, ma di difesa del territorio, del patrimonio ambientale e storico di Trieste.

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