L’altra settimana sono andato a Grignano, mancavo da un anno, e ho visto lo scempio. Tutti i pini del lato nord abbattuti, quello che era un lungomare di pregio non c’è più, al suo posto un parking tipo centro commerciale, con qualche alberello piantato giusto per creare un alibi.

Perché questa barbarie? Grignano era il più bel porticciolo di Trieste, adesso è irreparabilmente sfregiato. Improbabile la spiegazione dell’assessore competente: il piano iniziale era di tenere gli alberi, ma nel corso dei lavori per problemi tecnici non è stato possibile. Eppure, con le tecniche odierne tutto, o quasi, è possibile, è una questione di costi, e salvaguardare la bellezza e la salute merita sempre, è un investimento.

Del resto, sono anni che ogni finanziaria della Regione spreca denaro pubblico in opere futili, se non francamente inutili; non si poteva investire un po’ di quei soldi per qualcosa di utile, come salvare gli alberi?

E poi per cosa sono stati abbattuti? Per fare 50 posti auto in più? Invece di adattare gli spazi di parcheggio al verde esistente si è fatto il contrario. E nessuno pagherà per questa devastazione del bene pubblico.

Purtroppo non è finita, poiché c’è il fondato timore che anche i restanti pini che svettano nella metà sud del lungomare, quello prospiciente i pontili delle barche, vadano distrutti per lasciare anche lì una distesa di pietra.

Sono i pini che da molti decenni donavano un paesaggio unico, oltre a ombra e fresco, a Grignano, dove al posto del lungomare alberato avremo un assolato mega parcheggio sul mare.

Ho subito aderito alla petizione pubblica per salvaguardare quel po’ di verde che resta, almeno cerchiamo di tenerci una Grignano dimezzata, piuttosto che completamente rasa al suolo.

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