Ci raccontano che l’ovovia serve per risolvere il problema dell’accesso nord alla città. Ma l’accesso nord è realmente un problema?
Anche nei mesi da bollino nero, superato il Lisert, non si rinviene un problema di traffico congestionato tale da impedire o rallentare l’accesso alla città. Casomai il “tappo” è il casello del Lisert, superato questo si può agilmente proseguire fino alla Slovenia, si può raggiungere la zona industriale e Muggia, ma anche l’Ospedale di Cattinara e il Burlo e altresì raggiungere il centro sia via Opicina o Padriciano o Strada del Friuli. Certo, se uno vuole la vista della strada Costiera, in estate paga un po’ il prezzo di qualche rallentamento a Barcola, ma nulla di insuperabile.
Quindi la questione dell’accesso nord alla città non sembra avere particolare sussistenza per giustificare l’opera. E se si desidera risolvere quel minimo disagio dovuto a lievi rallentamenti nelle giornate di grande esodo, una soluzione possibile è quella di investire sia in una segnaletica mirata sia nelle indicazioni ai sistemi di navigazione satellitare, “Google maps” compreso.
Cercano di convincerci che l’utilità del progetto sarebbe prima di tutto di incidere sulla viabilità dell’accesso nord, ma probabilmente neppure i progettisti ci credono. Infatti, il Comune parla di 12.000 passeggeri previsti in media ogni giorno, si presume che siano 6.000 in andata e altrettanti al ritorno. Secondo il progetto il parcheggio a Opicina è previsto per 400 posti auto; quindi, 400 autovetture ogni mattina vi troverebbero parcheggio, ammettiamo che ogni auto abbia in media 2 passeggeri, così 800 prenderebbero l’ovovia, ma gli altri 5.200 dove lascerebbero le ulteriori 2.600 macchine?
Anche la motivazione turistica pro-ovovia sembra decisamente debole. La vista della nostra bella città dall’alto è senza dubbio favolosa, ma questa si può godere da molti altri punti (solo la Napoleonica ne ha due!) senza costruire un’opera monumentale e di impatto (piloni giganteschi, disboscamento, parcheggi). La maggior parte del tragitto, poi, avverrebbe in orizzontale, parallelamente al mare, la cui vista dalle cabine è preclusa dagli edifici tra cui il tragitto è previsto, meglio allora una camminata a Barcola.
Piuttosto, e sempre sfruttando l’orizzonte sul mare, andrebbe valorizzato il percorso del tram (curando gli arbusti che a volte impediscono la vista lungo la via) o la veduta dalla Napoleonica lato Monte Grisa; sono solo alcuni esempi, ma di sicuro impatto turistico e con modestissimo impegno economico.
Ecco, che si sprechino in modo così assurdo i soldi dei contribuenti, e per di più devastando brutalmente l’ambiente, pare inaccettabile.

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