Rapina prima dell’alba al bar Moderno nel centro a Trieste. In difesa della titolare del bar e di una dipendente accorrono dei tassisti, ma il problema è comunicare subito con la polizia, c’è di mezzo il 112 e chiedere aiuto diventa lungo e complesso.

Ecco cosa scrive la titolare del bar:

“Non ho mai fatto polemiche sui social, volevo solo dopo questa brutta esperienza porre l’attenzione sul servizio NUE 112, che a mio parere è, in certi casi, inutile e in questo caso pure nocivo, durante un’aggressione con percosse, molestie e rapina, una persona che teme per la propria vita, terrorizzata per quello che gli sta accadendo, non può e non è in grado di ripetere a più operatori cosa stia succedendo, in certe situazioni andrebbe rivisto il protocollo e con questo chiudo il discorso.”

Poi una volta contattata la polizia tutto è filato liscio e infatti la titolare “ringraza infinitamente tutti gli operatori del pronto soccorso del Maggiore e tutte le forze dell’ordine, in particolare la polizia, che sono stati veramente speciali e delicati in questa situazione. E i due tassisti che senza remore sono accorsi”. Ma se questi non si fossero trovati lì?

Una volta, prima dell’avvio del 112 a Palmanova, sarebbe bastato comporre il 113 e dire che c’è una rapina in via Carducci, al bar Moderno, 30 secondi di telefonata, forse meno, e le volanti sarebbero subito partite. Perché quando c’è una rapina in corso non si sa mai come va a finire.

Stiamo lottando da cinque anni perché sia ripristinato il 118, ma anche il 113 e il 115 devono ritornare, perché è un’esigenza primaria per la sicurezza dei cittadini.

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