In regione più di un incendio al giorno – Massima allerta, atteso il nuovo Piano titolano i quotidiani regionali; da fine giugno sono bruciati quasi cento ettari di bosco.
Sembra che i roghi catastrofici del 2022 non abbiano insegnato nulla alla nostra Regione, mancava allora e manca oggi il Piano AIB – Antincendio boschivo – aggiornato, come invece fatto nella maggior parte delle regioni italiane. L’aggiornamento manca da 28 anni, visto che il Piano vigente risale al 1998. Ma è mai possibile che la previsione, prevenzione e lotta agli incendi boschivi siano regolate da un Piano risalente al secolo scorso?
Eppure, la pianificazione è essenziale per la previsione e prevenzione degli incendi boschivi (vigilanza, manutenzione delle aree boschive, strade tagliafuoco, ecc.), e quando il fuoco divampa per assicurare la tempestività, l’efficacia e la sicurezza delle operazioni di spegnimento. È fondamentale avere una Centrale operativa che in tempo reale conosca il quadro esatto delle forze disponibili, i tempi di reazione e quelli di arrivo. Poi c’è il problema per chi opera sul fuoco di avere un coordinamento unico e seguire procedure operative comuni. Così aumenterebbe l’efficacia dell’azione di spegnimento e ne ridurrebbe i rischi.
Ma tutto ciò non esiste, e finora l’unica cosa aggiornata riguarda chi riceve l’allarme per incendio boschivo, fino ad un anno fa il NUE 112 inoltrava tali chiamate ai Vigili del fuoco, ora non più, la competenza è passata alla Protezione civile di Palmanova, che allerta poi la Forestale, i volontari, i pompieri. Tre passaggi di chiamata, ma le fiamme non aspettano. Non sappiamo che effetto ha avuto tutto ciò sui tempi di risposta al fuoco, ma sappiamo che la velocità di intervento della forestale e del volontariato non è paragonabile a quella dei pompieri.
La lotta contro gli incendi sostenuta dai vigili del fuoco, dalle guardie forestali, dai volontari della Protezione civile è eroica, anzi doppiamente eroica, visto che questi uomini e donne oltre ad affrontare roghi immensi in un clima torrido e in ambienti difficili, devono operare senza avere alle spalle una pianificazione dell’emergenza aggiornata e condivisa.
E’ sempre apprezzabile lodare e ringraziare i professionisti e i volontari che spengono gli incendi, come fanno Fedriga & c. ogni anno dopo i roghi estivi – ma sarebbe più apprezzabile metterli nelle condizioni di operare con la massima efficace e sicurezza. E lo apprezzerebbero anche i boschi superstiti, e gli animali che ci vivono.

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