Finalmente dopo tanti vacui annunci vediamo una realizzazione concreta: la sala operatoria ibrida inaugurata a Cattinara rappresenta l’ultima frontiera della chirurgia e arricchisce significativamente la sanità triestina.
In questo contesto stona il tono dell’inaugurazione: vedere politici e manager abbigliati da improbabili chirurghi ci sembra mortificante, pur essendo abituati alle cadute di stile dei nostri politici, Salvini docet. Che esponenti politici di questa regione ne seguano le orme delude assai.
Per fortuna tali figure appaiono solo all’inaugurazione, poi il campo verrà tenuto da eccellenti chirurghi che grazie ai robot e macchinari ad alta tecnologia potranno trattare in maniera nuova e avanzata patologie gravi come gli aneurismi aortici e le ostruzioni arteriose. E non solo operazioni di chirurgia vascolare ma anche interventi multidisciplinari di elevata complessità, in collaborazione con altre branche specialistiche
Ma poi di ritorno dall’eccellenza della chirurgia gli operati vanno nei reparti di degenza e qui la realtà è assai diversa, pazienti ammassati in stanze piccole con più letti, dove incombe il rischio di infezioni, la privacy non esiste, come non esiste il diritto ad avere la vicinanza dei propri cari, se non per poco e in orari imposti.
Qualche mese fa erano state segnalate le ristrettezze logistiche di un altro reparto di eccellenza, la Clinica otorinolaringoiatrica, costretta in mezzo piano della Torre chirurgica, dove l’altro mezzo è appunto occupato alla Chirurgia vascolare. Due cliniche che rappresentano eccellenze chirurgiche grazie ai professionisti che vi lavorano, ma per le degenze la situazione è da terzo mondo, o poco più, grazie a chi gestisce la sanità nella nostra regione.
E pensare che nelle torri di Cattinara vi sono interi piani liberi, ma evidentemente prima di usarli si vogliono aspettare i prossimi anni Trenta, quando forse, e sottolineo forse, i lavori di ristrutturazione potrebbero essere conclusi. Intanto si lasciano i malati in condizioni di degenza deplorevoli.
Il personale dà il massimo, e anche più, già curare tanti pazienti, e molti assai gravi, è un lavoro duro, ma diventa eroico quando bisogna fronteggiare anche le ristrettezze logistiche, le carenze di organico, le incombenze burocratiche, mentre i politici non sembrano curarsi troppo di questi problemi, salvo presenziare in prima fila alle inaugurazioni.

No responses yet