L’ospedale di Pordenone è balzato all’attenzione di tutta la regione dopo che il ministro Ciriani ha lamentato pubblicamente lo “scherzo” della finta inaugurazione, oltre che l’inadeguatezza del progetto.
A Trieste invece nessuno pare interessarsi dell’ospedale di Cattinara, diventato un cantiere perenne e che sconta anch’esso una pesante inadeguatezza progettuale. Mentre i problemi della sanità pordenonese sono affrontati a livello di esponenti di governo, da noi pare che non si vada oltre l’interessamento del consiglio circoscrizionale.
Intanto medici e infermieri ce la mettono tutta per lavorare il meglio possibile nell’inferno di un cantiere, e in questo contesto c’è addirittura chi riesce a mantenere una medicina di eccellenza.
Recentemente i media hanno dato ampio risalto agli straordinari risultati della Clinica otorinolaringoiatrica di Cattinara, illustrati nel corso di una conferenza stampa, a cui non è mancata la passerella di esponenti politici, tra cui l’assessore Riccardi, essendo un costume ormai consolidato della politica nostrana sfruttare le eccellenze dei professionisti per farsi belli con i successi altrui.
Soprattutto in questo caso dove il reparto diretto dal prof. Tirelli può vantare nei tumori orali avanzati una sopravvivenza a cinque anni dell’80%, ben superiore a quella evidenziata dalla letteratura scientifica internazionale, che è in media del 50%. E c’è anche un calo dei tempi di attesa per la chirurgia di priorità alta: nel 2024 si riusciva a operare entro 30 giorni nel 91% dei casi, quest’anno si è saliti al 95%. Risultati straordinari già assai difficili da ottenere in un ambiente ospedaliero normale, ma qui potremmo definirli eroici visto il contesto ambientale di Cattinara.
E qual è la risposta concreta dell’amministrazione a tanto impegno?
Far lavorare il reparto in spazi dimezzati rispetto a una volta, quando la Clinica ORL aveva un intero piano della torre chirurgica di Cattinara, ora ne ha la metà, e in mezzo piano trovano posto tutte le stanze di degenza, i servizi, le medicherie, il day hospital, gli studi medici, i locali per gli infermieri, i depositi, ecc. cioè tutti i locali che un tempo erano distribuiti su un intero piano sono ora costretti in mezzo piano.
Così bisogna ammassare i pazienti in stanze piccole con più letti, dove incombe il rischio di infezioni, la privacy non esiste, difficile è poter avere la vicinanza costante dei propri cari. I medici, gli infermieri, gli OSS si fanno in quattro per ridurre i disagi dei pazienti, ma è una fatica bestiale assistere in spazi così angusti pazienti gravi e nello stesso tempo tappare le falle organizzative dell’amministrazione. E poi, come lamentato dallo stesso primario, bisogna anche far fronte agli obblighi di una burocrazia tanto insensata quanto asfissiante.
Eppure, nelle torri di Cattinara dovrebbero esserci interi piani liberi; nell’atrio ascensori della torre medica una tabella indica in che piano si trovano i reparti e vi sono quattro piani che non risultano ospitare reparti, quindi si presume che siano vuoti. Mentre a poche decine di metri pazienti e personale vivono, e chissà per quanto, in gravi ristrettezze logistiche, ma i politici di Trieste non sembrano preoccupati.

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