I lavori che culmineranno nell’abbattimento totale della pineta di Cattinara sono cominciati lo scorso 21 novembre, una data non priva di significato, visto che si celebra la Giornata nazionale dell’albero. Coincidenza casuale o scelta significativa giusto per affermare il disinteresse per l’ambiente e lo spregio per chi lo difende?

Quel giorno una settantina di alunni della scuola elementare e media slovena di Cattinara si erano organizzati per festeggiare nell’adiacente pineta la Giornata nazionale degli alberi, ma avendo trovato il bosco ormai recintato e quindi inaccessibile, si sono fermati ai margini per cantare la canzone preparata per la festa dell’albero.

Il giorno successivo l’assessore alla Salute Riccardi aveva attaccato in televisione l’iniziativa con queste parole: «Dispiace si usino i bambini per protestare» scimmiottato poi da altri esponenti del centrodestra.

Ma i bambini volevano solo difendere quello che considerano il giardino della loro scuola, volevano difendere il poco di natura che resta a Cattinara, e con ciò hanno dimostrato più saggezza degli adulti che intendono abbattere 400 alberi per sostituirli con una distesa di cemento.

Cosa che all’assessore Riccardi non sembra interessare molto, visto che non ha avuto remore a dichiarare recentemente che lui il progetto, pur fatto da altri, lo porta avanti in nome della continuità amministrativa, che sia buono o meno.

Qualche anno fa Riccardi, pressato dalle proteste, si era impegnato a cercare soluzioni alternative per salvare la pineta; evidentemente non le ha trovate. Ma le ha cercate sul serio?

Forse poteva fare qualche sforzo in più, visto che nel progetto preliminare ai tempi della Giunta Tondo – era il 2010 – si salvava la pineta pur prevedendo un garage sotterraneo per circa 400 posti auto. Poi il progetto definitivo varato ai tempi della Giunta Serracchiani ha visto l’ampliamento del garage per arrivare a oltre 700 posti auto, ma con il sacrificio dell’intera pineta, solo per avere qualche centinaio di parcheggi in più.

Il resto è storia recente, la Giunta Fedriga ha seguito sostanzialmente il progetto Serracchiani, anzi dal punto di vista ambientale lo ha addirittura peggiorato; infatti, ha deciso di far costruire un edificio, il Cube hospital, nel piazzale interno dell’ospedale, impedendo di realizzare il giardino compensativo previsto dal progetto Serracchiani. E così di verde a Cattinara non resterà più niente, solo cemento.

Ma a prescindere dallo scempio ambientale, è ancora razionale ostinarsi a voler costruire il nuovo Burlo a Cattinara quando nel frattempo si sono investiti milioni di euro in interventi di ristrutturazione degli edifici del Burlo? È ragionevole voler perseguire un progetto di ospedale ormai superato, con spazi ristretti e degenze in comune? È accettabile per i triestini trovarsi alla fine con un ospedale obsoleto e non funzionale per i prossimi cinquant’anni?

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