L’ultimo assestamento di bilancio è stato tra i più ricchi di sempre, oltre un miliardo di euro, ma non si è trovato neppure un centesimo per incentivare medici e infermieri a restare negli ospedali e negli ambulatori della nostra regione.

Eppure, sono state trovate ingenti risorse per incentivare il turismo, addirittura milioni di euro per gli hotel a 4 e 5 stelle. Progetti senz’altro importanti, ma forse le priorità sono altre.

Senza adeguati incentivi sempre più professionisti della salute sceglieranno posti più accoglienti. Non si dimentichi che i medici e gli infermieri del FVG sono da anni tra i peggio pagati in Italia. Come certificano i dati del MEF – Ministero Economia e Finanze – siamo ben al sotto della retribuzione annuale media italiana, agli ultimi posti tra le regioni. Basti qui dire che un medico ospedaliero che lavora in Piemonte guadagna 10mila euro in più all’anno, nel Trentino 21mila euro in più, e il FVG è regione a statuto speciale, come Trento.

Così a tutt’oggi in FVG si continua a risparmiare sulla pelle dei professionisti della salute e di conseguenza sui cittadini, e anche a prenderli in giro, tutti e due.

Lo scorso giugno l’assessore alla Salute Riccardi aveva annunciato in pompa magna un incremento degli incentivi per il personale dipendente del Servizio Sanitario pari a 12 milioni di euro (la stessa cifra stanziata per incentivare gli hotel a 4 e 5 stelle). Così la somma totale annua per gli incentivi al personale risulta di 50 milioni di euro, che sembrano tanti soldi, ma rappresentano soltanto lo 0,7 % del bilancio. Se poi si considera che il personale dipendente ammonta complessivamente a oltre 20mila unità, il conto è presto fatto, vengono di media 200 euro al mese a testa, lordi. E con queste somme si pensa di attrarre nuovi professionisti e di fidelizzare quelli che già lavorano?

E neppure per i medici di medicina generale si è investito un centesimo, nonostante la drammatica carenza che lascia circa 200mila cittadini senza medico. Anche la richiesta avanzata dall’opposizione di incentivi per favorire la presenza dei medici di famiglia nelle aree montane e periferiche ha ricevuto un secco no dell’assessore competente. Lo stesso assessore che nei proclami e annunci ripete che le politiche sul capitale umano rappresentano una priorità strategica per il sistema sanitario regionale. E poi nei fatti…

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