Sono sempre di meno i medici e infermieri che decidono di lavorare nel servizio sanitario pubblico della nostra regione, mentre la politica non sembra in grado di fronteggiare il fenomeno, anzi per tutto il 2026 la Giunta regionale mantiene il vincolo di spesa per il personale; quindi nessuna assunzione è possibile oltre la cifra fissata.

In Consiglio regionale un esponente dell’opposizione ha denunciato l’assurdità del tetto di spesa di fronte all’esigenza di attrarre medici e infermieri con retribuzioni adeguate.

Ma l’assessore alla Salute Riccardi sembra quasi deridere chi ha osato criticare il tetto di spesa, poiché secondo l’assessore “un’impostazione di questo tipo non sarebbe soltanto inopportuna, ma anche illegittima, in quanto in aperta violazione dei principi fondamentali della finanza pubblica”.

Eppure il consigliere che su questo tema ha criticato Riccardi è in buona compagnia. Il Ministro della Salute Orazio Schillaci in audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera il 27 marzo 2024 aveva ribadito l’impegno del Ministero per eliminare il tetto di spesa sul personale. E un anno prima, era il 24 gennaio 2023, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dichiarava nell’aula della Camera di ritenere il superamento del tetto di spesa un obiettivo da raggiungere quanto prima.

La FIASO, la federazione che raggruppa i manager che gestiscono la sanità, chiede da anni di rimuovere questo tetto di spesa anacronistico, che limita la programmazione delle aziende sanitarie nella redazione dei piani di assunzione.

Altro che principio di buona amministrazione, come sostiene Riccardi.

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