Il giorno 13 gennaio mio zio era a casa sua da solo in località Chiampore a Muggia, si è sentito male e ha telefonato alla moglie, che era insieme alla figlia, e questa ha immediatamente contattato il numero unico dicendo che suo padre aveva perso i sensi al telefono e che era una cosa urgente.
Al momento della chiamata si trovavano in via Costalunga e sono arrivate a casa prima loro dell’ambulanza.
Nel frattempo, era stato allertato il vicino che entrato in casa ha iniziato le manovre di rianimazione ma purtroppo non sono servite. All’arrivo i sanitari hanno provato a rianimare, senza successo, il medico dell’auto medica ha rilasciato il certificato di morte e se ne sono andati.
Mio zio era del 1959, magari l’arrivo tempestivo non sarebbe servito ugualmente, ma tanto tempo di attesa mi sembra una follia in una situazione del genere.
Questo il racconto della parente.
Dall’accesso agli atti delle Centrali di emergenza di Palmanova risulta che alle 15.41 il NUE 112 riceve la prima chiamata e la passa alla SORES, Sala operativa emergenza sanitaria, ma ci sono voluti 5 minuti prima che questa contattasse l’autoambulanza e 18 minuti prima che attivasse l’automedica.
L’autoambulanza è arrivata sul posto alle 15.55 (14 minuti dopo l’allarme) e l’automedica alle 16.10 (29 minuti dopo l’allarme).
Nonostante le manovre di rianimazione cardiorespiratoria l’attività vitale non è ripresa, per cui è stato constatato il decesso.
Dalla registrazione della chiamata al 112 risulta che la figlia ha fornito in trenta secondi l’indirizzo esatto e indicazioni sufficienti a capire che si trattava di un’urgenza sanitaria. Eppure, sono trascorsi ben cinque minuti prima che la Centrale operativa contattasse l’autoambulanza. Perché tanto tempo? Una volta, con le vecchie Centrali 118 provinciali una telefonata del genere sarebbe stata conclusa in meno di un minuto, visto il contesto in cui ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte.
Pur non potendo ovviamente sapere se in questo caso un soccorso più rapido avrebbe potuto cambiare l’esito, è però certo che se il signore avesse avuto qualche chance di sopravvivenza il ritardo di soccorso l’ha tolta del tutto.
Dell’episodio si è avuta conferma solo grazie al consigliere regionale Furio Honsell, che ha presentato un’interrogazione all’assessore alla Salute Riccardi, al fine di correggere una situazione evidentemente fuori controllo che continua a mettere a rischio la vita e la sicurezza dei cittadini e in particolare affinché si riduca il tempo tra la telefonata di emergenza e l’invio del mezzo di soccorso.

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