C’è grande confusione sul finanziamento della sanità nazionale dopo il balletto di dichiarazioni in netto contrasto tra loro.
La Presidente Meloni ha dichiarato che “mai così tante risorse erano state messe nel Fondo sanitario nazionale” a cui ha risposto il mondo della sanità all’unisono affermando che si tratta di una scandalosa mistificazione, poiché le risorse restano limitate e del tutto insufficienti a colmare i gap esistenti rispetto all’Europa.
I cittadini sono frastornati e giustamente preoccupati, visto che è in gioco la salute di tutti.
Ma dove sta la verità?
In questo turbinio di parole contano i numeri, vediamoli.
Il fondo sanitario arriverà nel 2025 alla cifra di 136,5 miliardi di euro – è scritto nella manovra – quindi dagli attuali 134 miliardi gli stanziamenti per la sanità saliranno il prossimo anno a 136,5, due miliardi e mezzo in più.
Ma in finanza pubblica i valori nominali contano fino a un certo punto, soprattutto all’indomani dello shock inflattivo più grave degli ultimi decenni, e per questo il parametro più rilevante è nel rapporto con il PIL, il Prodotto interno lordo.
Nel 2025 la spesa sanitaria si fermerà al 6,3% del PIl, con un’ulteriore limatura al 6,2% prevista nel 2026, tra i livelli più bassi negli ultimi vent’anni.
Raffrontando questi valori con gli altri Paesi risulta una percentuale inferiore sia rispetto alla media OCSE del 6,9%, sia rispetto alla media europea del 6,8%. Sono 15 i paesi europei dell’area OCSE che investono una percentuale del PIL maggiore dell’Italia, con un gap che va dai +3,9 punti percentuali della Germania (10,1% del PIL) ai +0,6 della Norvegia (6,8% del PIL).
Ma in cifre quanti soldi in più servirebbero per arrivare a tali medie?
Se si volesse portare la spesa sanitaria al 7% del Pil, servirebbero almeno 10 miliardi di euro in più alla sanità. Ed è stato lo stesso ministro alla Salute Schillaci a dichiarare lo scorso agosto che il 7% del PIL è il livello minimo sul quale attestarsi per il finanziamento della sanità.
E questi soldi servono subito per non far saltare il sistema.

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