A un anno dalla morte di un uomo di 52 anni colpito da infarto cardiaco non è stata fatta ancora piena luce sulle circostanze dei soccorsi, l’ambulanza ci aveva messo oltre mezz’ora per arrivare, la persona era spirata in ospedale tempo dopo.
Al momento dell’infarto l’uomo si trovava nella sua abitazione in via Barbariga, distante 80 metri dalla postazione del 118 di Roiano, e meno di un km dal centro città.
Ma perché questo ritardo dei soccorsi?
Secondo l’assessore alla Salute Riccardi la chiamata è stata condotta in base al protocollo in uso presso la Centrale Sores di Palmanova ed il codice verde di invio dell’ambulanza è stato correttamente assegnato sulla base all’intervista. Il chiamante – riferisce l’assessore – “lamentava l’impossibilità di alzare gli arti inferiori, di essere a terra,” ma “non lamentava alcun sintomo correlabile a una patologia cardiocircolatoria.”
Questa, in sintesi, la risposta dell’assessore all’interrogazione della Consigliera regionale Massolino, che aveva anche richiesto l’accesso alle registrazioni delle telefonate con cui veniva richiesto aiuto, ma sono arrivate solo quelle del NUE 112, mentre la Sores ha preferito non produrle.
Comunque, nell’audio registrato dal NUE 112 si sente la voce di chi chiama: “Buongiorno, possibile infarto via Barbariga Trieste” – “Non riesco a stare in piedi e sto per svenire”.
Invece per l’assessore Riccardi il chiamante “non lamentava alcun sintomo correlabile a una patologia cardiocircolatoria.”
Eppure, non riuscire a reggersi in piedi e avere la sensazione di perdere i sensi possono essere causati da ipotensione e ipoafflusso di sangue al cervello e sono tra i primi sintomi di aritmie cardiache, embolia polmonare, shock cardiogeno, quindi sintomi di gravi patologie cardiocircolatorie, in cui il tempo di soccorso può fare la differenza tra la vita e la morte.
Tuttavia, secondo Riccardi in questo caso è stato correttamente assegnato un codice verde, ma non viene resa disponibile la registrazione di cosa si sono detti l’infermiera della Sores e il chiamante. Perché?
Per rispondere al quesito la consigliera Massolino ha rinnovato la richiesta di accedere a tali registrazioni, come previsto dalla legge sulla trasparenza.
I sintomi non potevano in alcun modo escludere una patologia cardiocircolatoria. In questi casi la fu Centrale operativa 118 di Trieste faceva partire immediatamente l’ambulanza in codice giallo, poiché nell’infarto il tempo è muscolo cardiaco, più i minuti passano più muscolo si perde e il danno diviene irreversibile.

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