La SORES – la Sala Operativa Regionale Emergenza Sanitaria– si trova in forte crisi per la mancanza di infermieri, come denunciato in questi giorni dal sindacato FIALS, ma finora al di là delle promesse e dei buoni propositi è stato fatto poco o nulla di concreto.

E mentre lo stesso funzionamento della Centrale di Palmanova è reso precario da un organico di personale ridotto ai minimi termini, si dirottano preziose risorse umane della SORES alla kermesse di Friuli Doc per un’operazione che sembra più di protagonismo e immagine che di reali esigenze operative.

Si è così tirato fuori dal garage il furgone attrezzato a Centrale mobile e portato a Udine in adiacenza alla sede della Centrale operativa della Croce Rossa, dove c’è anche il P.C.A. – Posto di Comando Avanzato – sempre della CRI, a cui è stata affidata l’assistenza sanitaria della manifestazione.

Dall’intervista rilasciata ai media dai vertici di SORES ci siamo resi conto che una siffatta organizzazione rende ancora più lenta e complicata la catena dei soccorsi. Infatti, la chiamata che arriva al 112 di Palmanova viene passata all’operatore della Centrale mobile, che a sua volta allerta via radio l’adiacente Centrale operativa della CRI, che insieme al P.C.A., provvede a far partire l’ambulanza.

Quindi non i soliti due passaggi di chiamata, che già sono troppi, ma addirittura tre prima che la squadra di soccorso possa muoversi, e con tanti saluti alla tempestività d’intervento, essendo pacifico che se ogni singola richiesta di soccorso deve passare per 3 operatori (di 3 enti diversi!) i tempi di soccorso si allungano ed anche i costi. Già, aumenta anche l’impiego di risorse: due infermieri dirottati dalla SORES di Palmanova a Udine per 4 giorni e complessive 100 ore di servizio.

Ma qual’ è stata l’entità di lavoro per giustificare tale impiego di uomini e mezzi? Quanti sono stati i malori e i feriti soccorsi? Quante le vite salvate?

Dai dati riportati dalla stampa “sono stati 120 in tutto gli interventi gestiti all’interno del territorio del comune di Udine da parte della Sores nelle quattro giornate dei festeggiamenti di Friuli Doc. Ma solo il 10 per cento ha riguardato eventi strettamente correlati alla kermesse; si è trattato di eventi minori (ad esempio perdite di conoscenza o traumi non gravi). Il 4 per cento degli interventi ha richiesto il trasporto della persona in ospedale; nessuno di questi con problematiche gravi”. Quindi per l’attività di soccorso correlata a Friuli Doc la Centrale mobile avrebbe gestito in totale 12 interventi in 4 giorni, secondo quanto dichiarato dagli stessi vertici SORES.

E questo sarebbe un uso ottimale delle risorse umane?

E poi come è venuta in mente un’organizzazione di soccorso in cui i servizi coinvolti usano frequenze radio diverse? Cosa sarebbe potuto accadere in caso di vera emergenza? Un po’ quello che è successo durante gli incendi in Carso, dove Forestale e Vigili del Fuoco avendo ciascuno proprie frequenze radio non potevano parlarsi. E abbiamo purtroppo visto gli effetti.

Credo che queste domande meritino delle risposte puntuali per cui ho indirizzato un’interrogazione alla Giunta regionale, non essendo tollerabile in questo periodo di gravi carenze un uso così disinvolto delle poche risorse disponibili, e con l’aggravante di aver implementato un assetto organizzativo alquanto improbabile.

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