“Nuova sede 118 passo strategico per Trieste” – questo l’annuncio della Regione diffuso con grande evidenza dai media.

Ma ci prendono per cretini?

Cinque anni fa – il 23 maggio 2021 – veniva annunciato un finanziamento di 8 milioni di euro per realizzare la nuova sede del 118 a Trieste. Il 29 aprile 2022 il presidente Fedriga e l’assessore Riccardi annunciavano lo stanziamento di 8 milioni di euro per la sede del 118 di Trieste. L’ 11 ottobre 2023 l’assessore Riccardi annunciava lo stanziamento di 8 milioni di euro per la sede del 118 di Trieste. Ovviamente sono sempre gli stessi milioni di euro che vengono periodicamente annunciati e restano sulla carta; che poi l’opera si realizzi o meno non importa, di importante sembra essere solo l’annuncio, la propaganda.

In questo caso la beffa è duplice, poiché l’annuncio assicura che la nuova sede potrà garantire “massima operatività del personale e tempi di risposta ancora più efficaci,” inducendo così a far credere del ritorno della Centrale operativa 118 a Trieste, ma non è così. Il finanziamento è destinato a realizzare soltanto la sede per gli spogliatoi, i magazzini, il garage, gli uffici amministrativi, cioè il supporto logistico, nonché la collocazione del 116117, il numero per le cure mediche non urgenti. Ma non certo la Centrale di soccorso che resta a Palmanova.

Evidentemente non sembra che importino troppo i gravi disservizi e ritardi di soccorso che continuano a susseguirsi da quando nove anni fa è nata la Centrale di Palmanova. Quanti morti, quante sofferenze dovremo ancora contare prima che si avvii una seria riflessione su questo tema?

La Centrale operativa è il cervello da cui dipende l’efficacia del sistema di soccorso, pare evidente che quella di Palmanova non funziona a dovere, nonostante gli sforzi e i tanti soldi profusi in questi anni, e così continuano ad essere a rischio la salute, la vita, la sicurezza dei cittadini.

Trieste aveva nella Centrale operativa 118 il cervello che faceva del sistema di emergenza della nostra città un unicum di rapidità ed efficienza. Le professionalità, le esperienze esistono ancora, ci sono anche i soldi, ma non si vuole far rinascere il modello Trieste, manca la volontà politica.

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