I lavori a Cattinara sono fermi da molto tempo e oggi si sta delineando uno stop che si prolungherà per ulteriori anni senza che chi di dovere faccia qualcosa per sbloccare una situazione intollerabile per la nostra città.

Subito dopo la notizia che ci sarebbe una ditta interessata a rilevare il ramo della Rizzani de Eccher che ha in seno l’appalto dei lavori a Cattinara, l’assessore alla Salute dichiara alla stampa che è l’obiettivo che si era fissato, e poi auspica che l’iter si concluda positivamente e che il cantiere entro l’anno possa ripartire.

Ma l’assessore pensa che i triestini ci credano davvero?

Innanzitutto, i tempi di riapertura del cantiere “entro fine anno” non sono plausibili. E poi siamo sicuri che la nuova ditta dopo aver letto le carte accetterà? Che le somme stanziate saranno ancora sufficienti? O bisognerà trovare altri soldi?

Non si dimentichi che la mancata ultimazione di alcune opere entro l’anno in corso faranno perdere i fondi PNRR, e sono milioni e milioni di euro che svaniscono. E che ne sarà delle penali previste per i ritardi di consegna delle opere? Pare un azzardo pensare che una ditta seria e solida si avventuri su un terreno così scivoloso. E sarebbe anche opportuno rivedere alcuni studi, come ad esempio quello concernente il rischio idrogeologico, visto che la relazione specifica si basa per quanto riguarda la pioggia massima oraria su tabelle relative al periodo 1994-2017, ma da allora si è accentuato il fenomeno delle bombe d’acqua.

Che fare in questo scenario disastroso?

Intanto si prenda atto che il progetto Cattinara risale a tanti anni fa, è vecchio e non sembra contenere gli standard di sicurezza per i malati che dovrebbero guidare la realizzazione degli ospedali dopo il Covid al fine di affrontare più efficacemente nuove epidemie. Eventualità da non sottovalutare visto l’allarme che ha suscitato proprio in questi giorni l’infezione per fortuna limitata dell’hantavirus.

Evidentemente non si è tratto alcun insegnamento dalla tragica esperienza del Covid. Trieste fu l’area più colpita e contò un numero di infetti e di deceduti enormemente più alto rispetto alle altre province del FVG. L’estrema facilità di diffusione del virus a Cattinara avrebbe dovuto indurre una riflessione sulle cause e sui rimedi.

Nonostante tali evidenze non c’è stato alcun ripensamento del progetto e così i pazienti continueranno ad infettarsi, visto che anche al di là del Covid, le infezioni ospedaliere sono un grande problema, del quale l’Italia detiene in Europa un triste primato per mortalità.

Ma oltre al contenimento delle infezioni non sono previste nel progetto modalità di degenza idonee a garantire l’umanizzazione delle cure, tra cui rientra la tutela della privacy e la presenza e il supporto dei propri cari. Ostinandosi a mantenere il progetto attuale il nuovo Cattinara sarà un ospedale che nasce vecchio.

Recentemente proprio il Presidente Fedriga si era detto molto preoccupato dello stop dei lavori, ma non dovrebbe preoccuparsi anche della qualità dell’ospedale dove i triestini dovranno farsi curare nei prossimi decenni?

Non si sprechi altro tempo, lo si usi per rivedere il progetto, sono in gioco la sicurezza e la dignità dei malati.

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