Il Carso e l’incubo incendio «Noi argine all’emergenza» ha titolato il quotidiano di Trieste dando notizia della maxi-esercitazione coordinata dalla Regione FVG con lo scopo dichiarato di affinare le modalità d’intervento e la coordinazione fra i vari soggetti protagonisti, alla luce delle criticità rilevate nel grande incendio del 2022. L’esercitazione è perfettamente riuscita.
Ma siamo sicuri che nell’eventualità di un nuovo devastante incendio non si ripetano i grossi problemi riscontrati 4 anni fa?
La domanda nasce dopo aver visto le foto e i filmati dell’esercitazione in cui ci sono tanti volontari antincendio, guardie forestali, uomini della Protezione civile con i relativi mezzi, ma non si vedono i Vigili del fuoco. Nell’elenco dei soggetti coinvolti nell’esercitazione oltre alla Forestale e alla Protezione civile, sono citati i Comuni carsici, i Radioamatori, la Croce verde, i pompieri volontari del Breg, i pompieri di Postumia e Aidussina, ma non i Vigili del Fuoco di Trieste, né quelli di Gorizia.
È vero che la competenza degli incendi boschivi è della Regione, quindi Guardia forestale e Protezione civile, ma quando gli incendi mettono in pericolo anche case e infrastrutture come ferrovia e linee elettriche, situazione quasi inevitabile nel Carso, la competenza è dei Vigili del fuoco.
Nel grande incendio del Carso ci furono gravi lacune di coordinamento e di comunicazione proprio tra Vigili del fuoco, Forestale e Protezione civile, che a quanto risulta permangono tuttora e non risulta sia stato fatto molto per sanarle.
Del resto, la Regione non ha ancora adottato il nuovo il Piano antincendio boschivo, pur previsto dalla Legge regionale 17 del 2019. Cercando sul sito della Regione FVG il riferimento tecnico normativo per la lotta agli incendi boschivi troviamo il Piano Regionale di Difesa del Patrimonio Forestale 1997-1999.
Deve essere ben chiaro, per evitare strumentalizzazioni, che il problema è il governo regionale, non certamente i volontari antincendio, che già offrono un grande contributo alla collettività. Ma non si può pretendere che siano sempre immediatamente disponibili, hanno un lavoro, una famiglia, impegni. Sono senz’altro preziosissimi, ma devono essere intesi come integrazione e supporto ai professionisti. Sono questi a dover garantire il pronto intervento, 24 ore su 24. La Guardia forestale non può farcela poiché sono in pochi, e quindi non restano che i pompieri, con cui le Regioni possono convenzionarsi proprio per garantire l’immediatezza della risposta al fuoco.
Ma perché la nostra Regione si è fin qui dimostrata così poco disponibile?

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