Questa la testimonianza del figlio – P.D. le iniziali:

Mia mamma, 89 anni, vive da sola, mi chiama dicendo che è scivolata e caduta mentre si stava alzando dal divano, erano circa le 14:15. Prendo immediatamente l’auto e partendo da Roiano corro a Prosecco. Arrivo attorno alle 14:30 e la trovo distesa a pancia in giù in mezzo al soggiorno, fortuna ha voluto che il telefono l’avesse nella tasca del vestito che indossava. Chiamo immediatamente il 112, comunicando quanto accaduto e soprattutto indico l’età e il fatto che era distesa a terra, dichiaro che non l’ho toccata né spostata, poiché lamenta un forte dolore al fianco dx, per cui, essendo da solo, non volevo aggravare eventuali infermità o rotture procurate nella caduta, inoltre aveva anche sbattuto la testa contro il piede del tavolo, procurandosi una ferita. Rimaniamo in paziente attesa, richiamo per altre due volte, riferendo quanto detto nella prima chiamata, e dopo un’ora e mezza arriva l’ambulanza per portarla all’ospedale. Detta molto sinteticamente, senza andare nei dettagli delle chiamate e le attese per parlare con un operatore. Poi ieri scopro sul Piccolo, che ai direttori delle varie strutture vengono elargiti 138 mila € per i “risultati raggiunti”, no comment ma solo parolacce. D’altronde se si dice Azienda Sanitaria e non più Servizio Sanitario, ci sarà un motivo.

Ogni volta che pubblichiamo post relativi a disservizi e ritardi di soccorso, arrivano inevitabilmente segnalazioni di altri ritardi e disfunzioni, segno che quanto viene allo scoperto è verosimilmente solo la punta di un iceberg. Le storie che raccontiamo si assomigliano tutte, persone ferite o colte da malori più o meno gravi costrette ad attesa più o meno lunghe prima di essere soccorse. Pur rischiando di essere monotoni, continuiamo a pubblicare, poiché bisogna mai abituarsi al deterioramento di servizi pubblici essenziali.

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