Che qualcosa non avesse funzionato nell’operazione di soccorso al ragazzo tredicenne precipitato per oltre 10 metri in Val Rosandra lo si era capito fin dall’inizio, oltre due ore per recuperare il ferito. La Sores aveva allertato l’elisoccorso, ma questo era impegnato in un intervento a Claut, nelle dolomiti Friulane. Da Venezia era giunto l’elicottero dei Vigili del fuoco, che dopo aver sorvolato la zona, invece di soccorrere il ragazzo ferito era atterrato vicino alla Grandi Motori. Solo dopo una mezz’ora era arrivato l’elisoccorso che aveva quindi tratto a bordo il ragazzo.

Allora molti si erano chiesti perché l’elicottero dei pompieri non avesse soccorso subito il ferito.

La risposta arriva dal CONAPO, il sindacato più rappresentativo dei Vigili del fuoco, che in un comunicato afferma che all’elicottero dei Vigili del fuoco è stato impedito di intervenire. Verosimilmente dalla Centrale operativa che gestiva il soccorso, quindi dalla Sores di Palmanova. Ma perché?

Dovrebbe essere ben nota l’importanza del fattore tempo in simili eventi, tanto più che il ragazzo ferito era privo di assistenza medica in quanto non era stata inviata l’automedica. C’erano sul posto solo i pompieri e i tecnici del soccorso alpino, tra cui un infermiere, ma nessun medico del 118 era lì a prestare le cure al ragazzo, anche per lenire il dolore. Perché almeno per questo non è stato inviato il medico? Due ore con dolore sono un’enormità. Ma accanto al ferito non c’erano neppure i sanitari dell’autoambulanza inviata in Val Rosandra, in quanto a loro non sarebbe stato permesso di raggiungere il ferito, e così l’equipaggio è rimasto sull’ambulanza parcheggiata ai margini del parco. Perché? A questi interrogativi può dare risposta solo la Sores, poiché pare incomprensibile in un caso come questo non inviare l’automedica e non consentire al personale dell’ambulanza di raggiungere il ferito.

Ma torniamo alla protesta dei pompieri, per il loro sindacato c’è in Friuli Venezia Giulia un vero e proprio soccorso parallelo, e così il soccorso pubblico, di competenza dei Vigili del fuoco, sembra essere sottomesso ad un desiderio di potere della politica regionale che rischia di compromettere l’efficacia e l’efficienza del soccorso stesso. Infatti, secondo il CONAPO, quando l’Elisoccorso sanitario, integrato con il volontariato, interviene al posto dei Vigili del fuoco, si impegna in operazioni di soccorso tecnico per le quali non possiede né le competenze né le attrezzature né i DPI (dispositivi di protezione individuale) indispensabili.

Sono affermazioni molto preoccupanti che fanno richiamare alla mente la tragedia del Natisone, da cui evidentemente non è stato tratto alcun insegnamento.

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