Erano adeguati i protocolli in uso presso le Centrali operative che hanno regolato i soccorsi sul Natisone?

Secondo i Carabinieri che hanno svolto le indagini sembra di no, almeno stando a quanto riportato dalla stampa.

Molto si è discusso sui tempi di allertamento dell’elicottero sanitario di stanza presso l’aero base Campoformido, distante 6 minuti di volo dal Natisone, ma nel giorno e nell’ora della tragedia nell’aero base non c’era solo l’elicottero sanitario, quello indicato con la sigla 2INDIA, c’era un secondo elicottero (sigla 2TANGO), quest’ultimo adibito anche al soccorso tecnico urgente, come il recupero persone in ambiente ostile, che era esattamente la situazione i cui si trovavano i tre ragazzi.

E allora perché questo elicottero non è partito subito? Non c’erano al momento problemi sanitari, ma l’ambiente era certamente ostile ed in fase di rapido peggioramento, visto che l’idrometro di Pulfero, 12 km a monte del punto della tragedia, segnalava il rapido formarsi dell’onda di piena.

Questo secondo elicottero è in servizio dal 1 ottobre 2022 con compiti, oltre a quelli sanitari, di ricerca dispersi e recupero illesi in ambiente ostile, quindi proprio la fattispecie di soccorso di quel giorno sul Natisone.

Allora perché 2TANGO non è stato allertato subito? Poteva raggiungere i tre ragazzi in una decina di minuti.

Non sarebbe partito poiché pare che non vi siano regole certe d’ingaggio per questo elicottero, ovvero dopo 20 mesi dall’avvio del servizio mancherebbe un protocollo puntuale che indichi esattamente in quali situazioni di soccorso tecnico farlo decollare. Non solo, ma oltre al pilota e al tecnico di volo, sempre presenti in pista e pronti al decollo dall’alba al tramonto, non sono previsti soccorritori tecnici su cui poter contare, oltre ai volontari del soccorso alpino.

Già in passato c’erano state forti perplessità sulle modalità d’uso di questo elicottero e sui relativi costi, due milioni di euro all’anno, a fronte di pochi voli e sovente per missioni non urgenti.

Finora le contestazioni circa l’uso inadeguato di 2TANGO si erano incentrate soprattutto sulle responsabilità riguardanti lo sperpero di denaro pubblico, ma adesso che sarebbe servito – eccome! – ci si chiede di chi è la responsabilità di non aver predisposto per tempo adeguati protocolli?

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