L’assessore Riccardi ha confermato in Consiglio regionale che la Pineta di Cattinara verrà completamente abbattuta, che il Burlo lascerà l’attuale sede e verrà inglobato nel comprensorio di Cattinara, che la ristrutturazione delle torri di Cattinara seguirà il progetto originario, pur nato prima del Covid.
L’assessore ha voluto precisare di aver ereditato tale progetto e di astenersi dall’ esprimere giudizi in termini di condivisione o non condivisione, ribadendo più volte che ha il dovere e la responsabilità di procedere in continuità amministrativa. Quindi nessuna valutazione di merito sul progetto, che sia o meno congruo, da parte di Riccardi, il quale si limita al mero adempimento amministrativo, anche a scanso di eventuali esposizioni di responsabilità.
E così l’intera Pineta di Cattinara verrà distrutta per lasciar spazio a colate di cemento, senza alcun pensiero per gli eventuali dissesti idrogeologici, le carte dicono che è tutto a posto, peccato che queste carte sono stare scritte oltre dieci anni fa, ben prima degli attuali, violenti fenomeni indotti dal cambiamento climatico. Ma carte e timbri sono a posto, quindi nessuna responsabilità.
E per il Burlo comincia il lento smantellamento, si era detto che avrebbe avuto una sede ben distinta dall’ospedale degli adulti, con percorsi nettamente separati, ma così non sembra, verrà pian piano fagocitato e non sarà più l’ospedale dei bambini che la nostra generazione aveva conosciuto e apprezzato. Eppure, negli ultimi anni si sono investiti parecchi milioni di euro per rimodernare e ampliare l’attuale sede del Burlo. Andranno sprecati solo perché nessuno vuole prendersi la responsabilità di riconsiderare un’idea nata un quarto di secolo fa?
E poi c’è la ristrutturazione delle torri e della piastra con un progetto vecchissimo, ante Covid, quasi che l’epidemia non ci fosse mai stata e non avesse trovato proprio in Cattinara l’ambiente ideale per alimentare i focolai del virus. I moderni indirizzi di architettura ospedaliera tendono a realizzare ospedali immersi nel verde e con stanze singole dotate di un letto in più per un accompagnatore, improntati al rispetto della privacy, del benessere e della dignità delle persone e alla prevenzione delle infezioni ospedaliere. Invece la ristrutturazione di Cattinara va nella direzione opposta e avremo così un nuovo ospedale vecchio fin dalla nascita. Ma il progetto ha tutte le autorizzazioni di legge, quindi nessuna responsabilità.
Perché l’assessore vuole appiattirsi nel ruolo di passacarte? Riccardi è un politico e la politica dovrebbe fare una valutazione di merito, visto che è in gioco la salute dei triestini per i prossimi decenni.

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